L'Opinione

L’Ue e i mercati festeggiano Draghi premier

L’Ue e i mercati festeggiano Draghi premier


   
a cura di Ninni Raimondi
L’Ue e i mercati festeggiano Draghi premier
E per l’Italia non è un buon segno

Il governo Draghi non è ancora stato formato. Anzi, in realtà ancora non c’è neanche una maggioranza, visto che le consultazioni partiranno solo oggi pomeriggio. In sostanza, non è detto che Draghi trovi quel vasto consenso in parlamento che gli consentirebbe di governare. Eppure, nonostante tutto, all’estero c’è già chi ha stappato lo champagne. E in prima fila ci sono naturalmente le varie istituzioni dell’Unione europea. Sia le Ue che i marcati, infatti, stanno festeggiando Draghi prima ancora che l’ex governatore della Bce abbia varcato la soglia di Palazzo Chigi.

L’Ue esulta per Draghi
L’enorme soddisfazione della Ue per Draghi premier l’ha espressa in particolare Margaritis Schinas, il vicepresidente della Commissione europea, e cioè il numero due di Ursula von der Leyen: «Non abbiamo discusso di Mario Draghi: sta all’Italia e alle sue istituzioni democratiche decidere», ha spiegato Schinas mettendo le mani avanti in maniera più che sospetta. Poi si sbilancia: «Ma non sarà una grande sorpresa se dico che Mario Draghi è rispettato e ammirato, in questa città e non solo». Stesso spartito seguito dall’ex commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, uno dei più acerrimi nemici del governo gialloverde: «Mario Draghi – ha scritto su Twitter – è una delle persone più straordinarie che abbia incontrato. Così come fu l’uomo giusto per l’euro nel 2012, potrebbe essere l’uomo giusto per l’Italia nel 2021, se otterrà l’“unità” che vorrebbe».

I nemici dell’Italia sorridono
Anche i socialisti europei fanno fatica a contenere la loro gioia. Ad esultare per Draghi premier è stata in particolare Iratxe García Pérez, capogruppo dei socialisti al Parlamento Ue, la cui speranza è che Draghi raccolga una «maggioranza pro-europea per formare un governo in grado di mantenere l’Italia fortemente agganciata all’Europa e alla condivisione delle priorità europee per la ripresa, proseguendo il lavoro già intrapreso dal precedente governo». Del resto, Draghi è una «persona è ben conosciuta e fondamentale è stato il suo ruolo alla guida della Bce nel sostenere la moneta unica». Se «salvare l’euro» non avesse implicato l’affossamento dell’Italia, potremmo quasi essere d’accordo.

Ad ogni modo, questa atmosfera gioiosa ha messo di buon umore anche i mercati (o meglio, chi li controlla): lo spread è ai minimi storici e la Borsa di Milano ha spiccato il volo. Tutto bellissimo. Peccato solo che la felicità dei nemici dell’Italia non sia proprio un buon segno.

Anzi.


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